Prime visite ed esami: guida alla prenotazione
Prime visite ed esami diagnostici: come prenotare e cosa sapere sui tempi di attesa
Come funzionano le classi di priorità? Entro quanto tempo deve essere garantita una prestazione? Cosa fare se non si trova disponibilità? Ecco una guida pratica per orientarsi nella prenotazione di prime visite specialistiche ed esami diagnostici.
Per prenotare una prestazione di specialistica ambulatoriale di primo accesso, quindi una prima visita o un accertamento diagnostico/strumentale e non una visita di controllo, è importante verificare innanzitutto che la prescrizione riporti correttamente il primo accesso, la classe di priorità e il quesito diagnostico. La classe viene stabilita dal medico prescrittore sulla base delle condizioni cliniche del paziente.
Le classi di priorità e i tempi previsti
Le prestazioni sono suddivise in quattro classi:
- U – Urgente: prestazione garantita entro 3 giorni, incluso il sabato. La ricetta deve essere prenotata entro 10 giorni dalla prescrizione.
- B – Breve: prestazione garantita entro 10 giorni. La ricetta deve essere prenotata entro 30 giorni.
- D – Differibile: entro 30 giorni per una visita e 60 giorni per un esame diagnostico. La ricetta ha validità di 180 giorni.
- P – Programmata: prestazione garantita entro 120 giorni. La ricetta ha validità di 180 giorni.
È quindi importante attivarsi per la prenotazione il prima possibile, rispettando i termini di validità della prescrizione.
Come prenotare
La prenotazione può essere effettuata attraverso diversi canali: il portale regionale PrenotaSalute, il Fascicolo Sanitario Elettronico, le relative App, il Contact Center Regionale, i CUP delle strutture sanitarie oppure attraverso la rete delle farmacie.
In caso di impossibilità a presentarsi all’appuntamento, la prenotazione deve essere disdetta con almeno due giorni lavorativi di anticipo. In caso contrario, salvo situazioni di forza maggiore o impossibilità sopravvenuta, è previsto il pagamento del ticket relativo alla prestazione non usufruita, anche per gli utenti esenti.
Cosa succede se non c’è disponibilità nei tempi previsti?
La ricetta del Servizio Sanitario Nazionale garantisce l’erogazione della prestazione indicata come “primo accesso” presso una struttura sanitaria pubblica o privata convenzionata con il Servizio Sanitario Regionale, nel rispetto dei tempi previsti dalla classe di priorità.
Se la struttura contattata o il CUP Regionale non dispongono di appuntamenti entro questi tempi, il cittadino può chiedere di accedere al percorso di tutela dei tempi di attesa. La richiesta può essere inserita nelle Liste di Presa in Carico della Prenotazione, con l’obiettivo di individuare sul territorio dell’ATS di assistenza una struttura in grado di erogare la prestazione nei tempi previsti.
È importante sapere che, qualora il cittadino rifiuti l’appuntamento proposto per preferenze personali o motivi logistici, perde il diritto al mantenimento della classe di priorità. guida pratica prime visite 2026…
Se anche questo percorso non consente di ottenere la prestazione nei tempi indicati, è possibile presentare un’istanza all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) o al Responsabile Unico Aziendale (RUA) della struttura sanitaria alla quale ci si era rivolti inizialmente, chiedendo la prenotazione nelle agende della libera professione. In questo caso è previsto il pagamento del solo ticket, se dovuto.
Attenzione, infine: chi sceglie autonomamente di prenotare una prestazione in regime privato o libero professionale non può successivamente chiedere il rimborso della spesa sostenuta agli enti del Sistema Sanitario Regionale.
Informarsi per utilizzare al meglio i servizi sanitari
Conoscere le modalità di prenotazione, la propria classe di priorità e gli strumenti previsti in caso di mancata disponibilità permette di orientarsi più facilmente nell’accesso alle prestazioni sanitarie e di esercitare correttamente il proprio diritto alla tutela dei tempi di attesa.
